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pubblicato il 04/06/15

Rosario Palumbo

Amendolara (Cosenza). Qui insidiamo mormore e saraghi con le canne Trabucco

Agli inizi di maggio ho avuto l’opportunità di compiere un piccolo tour per la Calabria.

Al termine di un evento in collaborazione con l’azienda Trabucco a Lamezia Terme, in compagnia dell’amico Francesco Caputo, ci spostiamo ad Amendolara (Cosenza) per una battuta di pesca. Raggiungiamo questa spiaggia di ciottoli verso le ore di tramonto. Caratterizzata da un fondale roccioso per i primi metri di acqua e da una profondità notevole, presenta comunque un habitat favorevole per diverse specie ittiche. Mormore, saraghi, sauri, orate, sono tra le prede possibili in questo periodo dell’anno.

Il mare, come succede spesso in queste occasioni, non presenta le caratteristiche reali del vero surf casting, quindi trovo giusto per l’occasione utilizzare la nuova Trabucco Cattura MN2 4,50m 120 grammi. A questa canna abbino un mulinello Vertex 6000, imbobinato con lo Special sea Hi-Viz 0,22 che utilizzo diretto, ovvero senza l’ausilio dello shock leader: il tutto mi offre le giuste caratteristiche per una pescata leggera e precisa. Come seconda canna decido di utilizzare una Impera 250 grammi, con cui cerco una distanza maggiore durante la serata. Francesco senza il minimo dubbio decide di utilizzare da subito una coppia di Krypteria 4,50, canne dal fusto veramente sottile ma che non rinunciano a potenza e sensibilità (innegabile il suo amore per questo attrezzo).

Tra i travi utilizzati per l’occasione non manca il biamo simmetrico di 150 centimetri e la linea longa, un sistema pescante molto diffuso tra gli agonisti, ma che trovo decisamente utile in quest’occasione per cercare pesci distanti dal fondo. Con le prime ore di buio, arenicola e coreano ci permettono di catturare alcune mormore di media taglia, successivamente la linea longa inizia a dare i suoi frutti: coppiole e triplette di sauri e saraghi, che si alternano velocemente. Le catture avvengono su due fasce d’acqua diverse, sui primi 60 metri con la Cattura e terminali flotterati insidiamo sauri e saraghi, mentre, a circa 90 metri con l’Impera, mormore e saraghi di taglia leggermente superiore. Nel sottoriva uno scalino di ciottoli ci fa un po’ sudare durante le nostre fasi di recupero: infatti i saraghi cercano di sfuggire alle catture utilizzandolo a loro favore, ma anche questo piccolo inconveniente ravviva la serata regalando un tocco di sfida in più a questa coloratissima esperienza.

Trascorriamo alcune ore di pesca senza sosta, una serata notevole con tantissime catture, rilasciando come sempre quelle di piccola taglia. Un’avventura incredibile che vede come sfondo le stupende spiagge calabresi, senza tralasciare la simpatia e la cordialità dei tanti amici conosciuti durante questi tre indimenticabili giorni.

Rosario Palumbo

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